2022 - I sopravvissuti (Soylent green)

Torna ancora Charlton Heston, e torna ancora in un film di fantascienza distopica.
Siamo nel 2022 e l’umanità è afflitta dallo smog, dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione. Tutto questo ci viene mostrato nel prologo del film con vivide immagini della società dal 1900 ad oggi.
Heston è Thorn, un poliziotto del 14esimo distretto e indaga su omicidi e scomparse. Deve farlo bene e in fretta pena essere licenziato e sotto minaccia di sfratto costantemente. Con lui vive Saul, un “uomo libro” ossia un anziano dotto che fa ricerche in biblioteca per lui. Insieme sfangano il lunario dividendosi magri bottini di perquisizioni che Thorn effettua e alimentando con una bicicletta le batterie che danno luce al loro appartamento. Il condominio in cui vivono è assiepato di miserabili che vagano senza fissa dimora.
Tutt’intorno una costante afa a 30 gradi tutto l’anno.
Questa situazione di stasi si interrompe quando un omicidio nei quartieri alti, mascherato da suicidio, mette in moto la migliore ed ultima indagine di Thorn e Saul.
Questi indagheranno sulla società di cui faceva parte la vittima, la Soylent, produttrice di cibo in scatola che viene diffuso e razionato in mezzo mondo.
Si scoprirà che dietro questa produzione di massa e dell’imminente rilascio del nuovo alimento Soylent Green, c’è un traffico sordido. Per scoprirlo Saul si sacrificherà attraverso la cerimonia del Tempio dando a Thorn l’ultima buona dritta investigativa.
Il mondo è sull’orlo del collasso e Thorn deve portare le prove alla corte suprema e fermare la Soylent prima che questa fermi lui.
Un film coraggioso e attuale anche se del 1973 e fa sorprendere che sia stato ignorato il monito lanciato ieri come oggi, specialmente adesso che gli effetti solo immaginati allora, sono sempre più concreti e intorno a noi.
Un’altra grande prova di Heston ancora una volta al servizio della fantascienza, e ancora una volta la fantascienza è l’unico genere che con metafore cerca di parlarci e ammonirci.
Eppure...

Torna ancora Charlton Heston, e torna ancora in un film di fantascienza distopica.
Siamo nel 2022 e l’umanità è afflitta dallo smog, dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione. Tutto questo ci viene mostrato nel prologo del film con vivide immagini della società dal 1900 ad oggi.
Heston è Thorn, un poliziotto del 14esimo distretto e indaga su omicidi e scomparse. Deve farlo bene e in fretta pena essere licenziato e sotto minaccia di sfratto costantemente. Con lui vive Saul, un “uomo libro” ossia un anziano dotto che fa ricerche in biblioteca per lui. Insieme sfangano il lunario dividendosi magri bottini di perquisizioni che Thorn effettua e alimentando con una bicicletta le batterie che danno luce al loro appartamento. Il condominio in cui vivono è assiepato di miserabili che vagano senza fissa dimora.
Tutt’intorno una costante afa a 30 gradi tutto l’anno.
Questa situazione di stasi si interrompe quando un omicidio nei quartieri alti, mascherato da suicidio, mette in moto la migliore ed ultima indagine di Thorn e Saul.
Questi indagheranno sulla società di cui faceva parte la vittima, la Soylent, produttrice di cibo in scatola che viene diffuso e razionato in mezzo mondo.
Si scoprirà che dietro questa produzione di massa e dell’imminente rilascio del nuovo alimento Soylent Green, c’è un traffico sordido. Per scoprirlo Saul si sacrificherà attraverso la cerimonia del Tempio dando a Thorn l’ultima buona dritta investigativa.
Il mondo è sull’orlo del collasso e Thorn deve portare le prove alla corte suprema e fermare la Soylent prima che questa fermi lui.
Un film coraggioso e attuale anche se del 1973 e fa sorprendere che sia stato ignorato il monito lanciato ieri come oggi, specialmente adesso che gli effetti solo immaginati allora, sono sempre più concreti e intorno a noi.
Un’altra grande prova di Heston ancora una volta al servizio della fantascienza, e ancora una volta la fantascienza è l’unico genere che con metafore cerca di parlarci e ammonirci.
Eppure...
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