CEMENTO ARMATO


Titolo originale
Anno 2007
Durata 93 min
Colore colore
Genere Drammatico, Thriller, Azione
Regia Marco Martani
Di solito sono scettico verso i film nostrani. Vuoi per l'ormai onnipresente filone dei cinepanettoni/cinecocomeri, vuoi per i film "scippati" alla fiction. Diciamo che se devo vedere un film italiano anche leggero, ci penso 3 volte.
Ma ieri ero su SKY, e mi passa questo film davanti e subito mi cattura, sarà per il Faletti cattivo e il Vaporidis sbandato. Mi appassiona seguo la storia e mi piace tantissimo.
Il film ricalca il solco dei film di genere anni 70, un thriller un pò pulp, molto contemporaneo e finalmente avulso dalle solite storie di criminalità mafiosa nostrane. La storia è ambientata in una città non meglio specificata che solo chi conosce Roma riconosce come tale. Uno sbandato di nome Diego, compie l'ennesima bravata, per noia e disagio: rompere gli specchietti delle auto in sosta. Ma stavolta rompe lo specchietto sbagliato, quello del "primario", potente signore della droga dai metodi spietati. Nasceranno così una serie di ritorsioni e rivalse in una spirale di violenza, e a pagare, come sempre in questi casi, non saranno solo le parti in conflitto. Fino all'epilogo finale, niente affatto scontato e assolutamente rivelatore e liberatorio, i colpi di scena saranno tanti. E davvero la città sembrerà un luogo grigio, duro e violento come lo è appunto il Cemento Armato del titolo.
Gli sceneggiatori sono gli stessi di Notte prima degli esami e l'operazione furbetta di reclutare il trittico di attori (Vaporidis, Faletti, Crescentini) ha destato interesse misto a scetticismo. Ma non è quello a cui ci ha abituato il cinema USA, che nonostante ciò viene sempre premiato ai botteghini? A volte questo snobbismo per le operazioni ANCHE commerciali, fa solo male al nostro cinema, senza apportare nessun vantaggio nè economico, nè culturale. Il cinema è nato come intrattenimento, che può far cultura. Ma intrattenere è la sua prima missione. E Cemento Armato intrattiene eccome, per tutta la sua durata.


Titolo originale
Anno 2007
Durata 93 min
Colore colore
Genere Drammatico, Thriller, Azione
Regia Marco Martani
Di solito sono scettico verso i film nostrani. Vuoi per l'ormai onnipresente filone dei cinepanettoni/cinecocomeri, vuoi per i film "scippati" alla fiction. Diciamo che se devo vedere un film italiano anche leggero, ci penso 3 volte.
Ma ieri ero su SKY, e mi passa questo film davanti e subito mi cattura, sarà per il Faletti cattivo e il Vaporidis sbandato. Mi appassiona seguo la storia e mi piace tantissimo.
Il film ricalca il solco dei film di genere anni 70, un thriller un pò pulp, molto contemporaneo e finalmente avulso dalle solite storie di criminalità mafiosa nostrane. La storia è ambientata in una città non meglio specificata che solo chi conosce Roma riconosce come tale. Uno sbandato di nome Diego, compie l'ennesima bravata, per noia e disagio: rompere gli specchietti delle auto in sosta. Ma stavolta rompe lo specchietto sbagliato, quello del "primario", potente signore della droga dai metodi spietati. Nasceranno così una serie di ritorsioni e rivalse in una spirale di violenza, e a pagare, come sempre in questi casi, non saranno solo le parti in conflitto. Fino all'epilogo finale, niente affatto scontato e assolutamente rivelatore e liberatorio, i colpi di scena saranno tanti. E davvero la città sembrerà un luogo grigio, duro e violento come lo è appunto il Cemento Armato del titolo.
Gli sceneggiatori sono gli stessi di Notte prima degli esami e l'operazione furbetta di reclutare il trittico di attori (Vaporidis, Faletti, Crescentini) ha destato interesse misto a scetticismo. Ma non è quello a cui ci ha abituato il cinema USA, che nonostante ciò viene sempre premiato ai botteghini? A volte questo snobbismo per le operazioni ANCHE commerciali, fa solo male al nostro cinema, senza apportare nessun vantaggio nè economico, nè culturale. Il cinema è nato come intrattenimento, che può far cultura. Ma intrattenere è la sua prima missione. E Cemento Armato intrattiene eccome, per tutta la sua durata.

per la locandina, potevano impegnarsi. Troppo teatrale ma ci arriveranno, forse, fra qualche decennio a capirlo. In questo anche, siamo ancora provinciali.

per la locandina, potevano impegnarsi. Troppo teatrale ma ci arriveranno, forse, fra qualche decennio a capirlo. In questo anche, siamo ancora provinciali.
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